MOTHER TO MOTHERS: STORIE DI BULLISMO

Novembre 2020 – Mio figlio ha cominciato la scuola elementare un mese fa e come sempre, è stato un’esperienza sconvolgente per noi, genitori: lui sta bene. Oltre della eccitazione come sarà la maestra e lo stress della insicurezza di questi incubi, chiamati Covid-19 e DPCM, io – come educatrice – dovevo affrontare argomenti vari prima di cominciare con l’alfabeto. Tra questi il bullismo. Avendo un pacchetto didattico ottenuto in Irlanda sul argomento, sapevo che 1) ne dovevo parlare, 2) dovevo farlo senza spaventare il mio figlio, 3) dovevo offrire soluzioni e 4) trasmettere fiducia. Siccome i miei figli non guardano TV tradizionale ma Netflix, dove non ci sono pubblicità, però le storie devono essere filtrati, avevo già l’abitudine di discutere cosa hanno visto / capito dopo un episodio o film. Ed ecco che ho trovato un gran aiuto nelle storie che mio figlio guardava. Vi vorrei dare la lista dei film che sono utili per affrontare l’argomento bullismo nascosto in storie carine.

MOTHER TO MOTHERS: COSA CI INSEGNANO LE FIABE?

Novembre 2020 – Da quando i miei figli sono nati, leggiamo ogni sera (e se possiamo fare un riposino nel pomeriggio, anche dopo pranzo) una storia. Ci sono due cose dove non risparmiamo mai: sul cibo buono e sui libri. Ma i libri sono sempre stati scelti insieme, così sono riuscita anche a introdurre le versioni tradizionali delle fiabe, permettendo ai miei piccoli di scegliere poi qualcosa di più moderno. Disney è stato sempre un gran aiuto, che ha già ammorbidito le storie vecchie per i bimbi (che spesso sono stati scritti e trasmessi da adulti ad adulti). Il messaggio principale è sempre che il buono vince alla fine. Ma durante il percorso ci sono tante domande e questioni che sono/saranno importanti nella vita reale. Questi messaggi sono nascosti in una bella storia, e sta a noi, genitori, di verbalizzare, di spiegare cosa ci insegna la storia. Vi vorrei dare alcuni esempi.

MOTHER TO MOTHERS: THE MOST BEAUTIFUL THING IN LIFE…

My mother used to say that the most beautiful thing in Life is to have children, to be a mother. So when I found out to be expecting, I was convinced that this experience would be really the most motivating one in my Life. Until I ended up with a screaming baby in my arms, feeling absolutely useless with total sleep deprivation. For months I would say to everyone: people who say that having kids is the most wonderful thing in Life must have had a sh…y life before their kids. So why is it that my mother loved being a mother and for me it was not so easy to become one?

MOTHER TO MOTHERS: BEDTIME OR BAD TIME?

I was very pleased to see that in my son’s nursery school the educators put extreme emphasis on their daily routines. Things that are thought as ‘boring’ or ‘monotonous’ by most people, are the basics of any kind of education.

INSEGNARE INGLESE AI BAMBINI DI DUE ANNI? OF COURSE!

Non sarò l’unica donna che dopo l’arrivo dei figli ha cominciato di avere problemi con il lavoro  poi di perderlo. Fortunatamente, ho avuto la possibilità di aprire un nido in famiglia in ottobre 2016. Oltre ai miei due figli (Enrico due anni quasi a quel tempo, Eli 4 mesi) una coppia di amici ha chiesto aiuto con il loro figlio (due anni e un mese allora) fino alla fine dell’anno quando doveva cominciare l’inserimento in una scuola grande. Giulio è venuto ogni mattina da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13. Come accordato, io ho parlato solo in inglese di mattina. Onestamente non abbiamo avuto grandi aspettativi considerando l’età dei piccoli. Però…

LANGUAGE IMPROVEMENT

Due mesi fa ho scritto un post descrivendo lo sviluppo linguistico di Enrico e Giulio in inglese (Elisabetta ancora non parla). Già allora mi sono meravigliata della velocità con quale questi bimbi capiscono e riconoscono una parola straniera. Importante a chiarire che per loro non esiste una lingua straniera. Per loro una nuova parola è un modo diverso di chiamare una cosa già conosciuta. Ma mentre fine dicembre ho raccontato di parole singole, oggi vi posso dare esempi di frasi misti: metà italiano, metà inglese. Ecco altri esempi come si comunica perfettamente senza chiudersi in una unica lingua.

COSA FACCIO CON I MIEI BIMBI QUANDO NON C’è LA TATA?

Da mamme siamo sovraccaricate dagli consigli sul ‘quality time’ con i nostri figli. Farli uscire all’aria aperta, al mare, al parco, giocare con loro non-stop, lasciando tutto, dedicare il nostro poco tempo solamente a loro quando non c’è scuola o la tata ha un giorno libero. Già, siamo anche abbastanza abituati a tenere lontani i nostri figli da noi, in parte perché abbiamo paura del tempo vuoto con loro. Noi sempre dobbiamo fare qualcosa, loro invece vogliono fare qualcosa. Ma il speciale è di nuovo nel semplice.

NO TV? MAYBE YES…

Da un po’ volevo scrivere sulla televisione, ma anche la mia opinione da mamma aveva cambiato parecchi volte. Vorrei parlare del guardare la TV in una seconda lingua, qua l’inglese, discutendo le vantaggi e le svantaggi generali.Quando Enrico è nato nel novembre 2014, l’ho fatto vedere il canale Baby TV di Sky che potevo impostare in inglese. Un canale bello, perché offre storie, canzoncine, filastrocche senza interruzioni di pubblicità. Speravo che Enrico avrebbe avuto una predisposizione maggiore per la lingua inglese avendo ascoltato suoni nativi dai primi mesi della sua vita (si pensa che i bambini saranno capaci di distinguere e pronunciare tutti i suoni che sentono nei primi 9 mesi di vita). A circa due anni ha passato poi a Peppa Pig che aveva già conosciuto attraverso i libri. Per un po’ siamo stati gran fans di Peppa. Ma con le storie guardate – sempre in inglese – non era l’acquisto linguistico l’unica cosa che potevo osservare e dovevo gestire.

IL MERAVIGLIOSO MONDO DI IKEA

Quando la prima volta ho fatto il mio giro nei negozi di giocattoli per capire un po’ i tipi, la qualità, i materiali, i prezzi, etc di questi oggetti di cui avrei dovuto comprare tanti e tantissimi, sono rimasta sorpresa dell’abbondanza e della scelta, ma anche scioccata dei prezzi. Volevo anch’io dei giocattoli di legno fatti bene, ma sembrava che alcuni giocattoli stessero fatti dall’ultimo albero sulla terra. Tanti erano ovviamente di scarsa qualità o con pezzetti che si poteva perdere e la maggior parte di questi erano comunque consigliate per l’età 3+. Ma tutto sotto l’età 3+ sembrava esser fatto d’oro…Ecco che il consiglio di una mamma amica di dare un’occhiata in giro in IKEA mi veniva utile. Prima ho pensato: IKEA? Ma lì si comprano i mobili. Oggi invece il sito di IKEAè tra i miei preferiti. Perché? Ecco…

TED: COMINCIAMO AD IMPARARE DAI BAMBINI

Nelle ultime settimane, ormai nel caldo vero dell’estate siciliana, sono diventata un gran fan di TED. Da insegnante di inglese sapevo che per i livelli più alti potevo sempre trovare qualcosa di davvero interessante da presentare come allenamento ascolto e conversazione. Ma da mamma i miei interessi si sono ampliati per tante cose che prima non mi attiravano: dalla dieta al chance per un futuro migliore, dai gadget tecnologiche al fenomeno dei rifugiati, dagli studi su longevità e felicità ai possibili modi di riciclare rifiuti, tutto quello che mi può rassicurare che i miei figli avranno, potranno avere una vita ancora migliora della nostra. Cosa possa essere un momento migliore di ricevere tutte queste nuove conoscenze se non le ore (luuuunghe) di stirare: ho preso di abitudine di mettere il computer sul tavolo davanti al tavolo da stiro, cuffie bluetooth nelle orecchie e via vai con lavoro da casalinga da studentessa di tutto.

TED: A 13-YEAR-OLD PHENOMENON

Conoscete Maya Penn? Ha fondato un’azienda quando aveva 8 anni. Vende vestiti e accessori fatti da lei online. Tutto che crea è eco-friendly. Scrive e disegna cartoni. E lotta per l’ambiente. Ha solo 13 anni quando parla di fronte al pubblico di TED. Un’altro discorso che vi consiglio con tutto il cuore è di questo fenomeno, Maya Penn: Meet a young entrepreneur, cartoonist, designer, activist … su TED.

ARE YOU HAPPY? ARE YOU SURE?

In questi giorni ho dovuto stirare tanto durante la notte e come ormai abitudine mia, ho messo le cuffie e mentre cercavo di far sparire una montagna di vestiti alta un metro e mezzo, ascoltavo discorsi di ogni materia. Ed ecco che ho trovato uno che mi ha fatto fermare il ferro da stiro in mano: Rufus Griscom e Alisa Volkman: Let’s talk parenting taboos.

ABBIAMO BECCATO UNA MEDUSA – HURRAY!

Una settimana fa, siamo stati al mare, in spiaggietta con i sassolini. Enrico ancora ha paura dall’acqua profonda, così lui è rimasto fuori mettendo solo i piedi in acqua e parlando con il mare che lanciava onde rinfrescanti su di lui. Io ero in acqua fino a vita con Elisabetta che invece adora galleggiare. Inaspettatamente, Enrico ha cominciato ad urlare segnalando dolore forte su una gamba. Sono arrivata in corsa da lui cercando origine di una ferita, ma non ho visto niente inizialmente. Ho preso tutte e due bimbi in braccio chiamando il marinaio per aiutarci, quando sui sassi ho visto la medusa…

STANCHEZZA, FRUSTRAZIONE, IRRITABILITà – MA IO NON SONO QUESTA DONNA!

Ho vissuto molto bene la mia prima gravidanza per quanto riguarda il processo fisico. Mi ricordo momenti bellissimi (piedi spuntati al mio fianco, pugni che si eccitavano quando mi fermavo alla fine della giornata, ecografie eccitanti). Ma alla fine dei 9 mesi ho cominciato anch’io dormire male: non ho trovato la posizione o ho avuto troppo caldo o altri fastidi. Poi dopo la nascita di Enrico ho cominciato con le giornate e le nottate lunghe. Quando lui aveva 10 mesi, sono rimasta incinta con Elisabetta. Ho smesso di allattare Enrico a 11 mesi e mezzo, ma lui continuava fare le nottate con me. Poi ho avuta una gravidanza bella, ma con fastidi fisici molto più grandi della prima gestazione: piedi gonfiati, vene fuori, dolori in schiena… e di nuovo: sonno disturbato. E poi 13 mesi di allattamento, con notti da incubo. Scusatemi per rompere alcune tabù, ma vorrei scrivervi onestamente della stanchezza che porta una madre in tanti casi.

A CHI AFFIDARE IL MIO FIGLIO? ASILO-NIDO, NIDO IN FAMIGLIA, TATA, NONNI VS RAGAZZA ALLA PARI

Prima di aprire il mio nido in famiglia, anch’io ho fatto il mio giro negli asili-nidi in zona cercando un posto per Enrico e sperando di poter continuare con il mio lavoro originale. Ho anche fatto tutti i miei discorsi con il mio compagno e con altre mamme sulle alternative. Vorrei oggi parlare di questo: dei vantaggi e svantaggi, dei possibili problemi dei diversi tipi di custodia infantile, cioè, a chi lasciare i nostri figli?

COME CI CONDIZIONANO LE NOSTRE PAURE… NEL MANGIARE

Oggi volevo scrivere alcuni pensieri sul cibo e di alimentazione in generale. Io sono ungherese, sono nata nella nazione del salami e da bambina ho mangiato almeno due volte al giorno la carne. La pasta esisteva da noi, ma principalmente come dolce: con i noci e zucchero o papaveri e zucchero o con la marmellata. E ne mangiavamo poco, perchè la pasta non apparteneva ai cibi importanti. Dovevamo invece mangiare la zuppa (che io odiavo). Approposito, il famoso ‘gulasch’ è una zuppa in Ungheria…

SVILUPPO DELLE CAPACITà MANUALE A 3 ANNI

Tutti dicono che a tre anni cambia il mondo, sia per il bimbi sia per i genitori. A tre anni di solito lo sviluppi del linguaggio è già elevato, il bambino si esprime, si difende, negozia, ragiona, usa l’immaginazione. A tre anni già lo sa che non deve mettere le cose nella bocca e deve camminare con prudenza intorno alla piscina. Il famoso ‘chocking hazard’ o ‘drowning hazard’ sparisce dal vocabolario di un genitore e finalmente può comprare tutti i giocattoli dell’edicola. Pur sapendo tutto questo (e addirittura pur esser arrivato a questo livello in anticipo con mio figlio), sono rimasta a bocca aperta dello sviluppo che ho visto nei suoi disegni in un mese solo.